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Corteo
Storico
Illuminati dalle storiche vicende risalenti al periodo
svevo-angioino, ed in particolare dalla vittoria del Cristianesimo
sull'Islam, il "Corte Storico di Lucera" ed il "Torneo delle Chiavi"
sono entrati a far parte della tradizionali appuntamenti del
Ferragosto lucerino.
Ricche di suggestione, di folclore, di storia e al tempo stesso di
festa, queste due commemorazioni evocano in realtà fatti e
personaggi che hanno scritto alcune delle pagine più importanti
della storia di Lucera (ad esempio, il "Corteo Storico" ha assunto
di per sé un valore storico, poiché la sua prima edizione risale al
1983).

Il "Torneo delle Chiavi" è la rievocazione storica di alcuni giochi
medievali che si tenevano a Lucera per concedere al popolo qualche
ora di svago. Si tiene a Lucera ogni anno nella suggestiva arena
dell'Anfiteatro Romano. Consiste in alcune prove di forza (tiro alla
fune) e di abilità (tiro con la balestra, tireo con l'arco, lotta
con i bastoni, corsa con le giare, quintana, albero della cuccagna)
tra i rappresentanti delle cinque Porte (i "rioni") in ciu si
divideva anticamente la città. Le cinque squadre prendono il nome di
ciascuna delle antiche Porte di accesso alla città, così come le
fece costriure, assieme alle mura di cinta Roberto d'Angiò: Porta
Troia, Porta Foggia, Porta Albana, Porta San Giacomo e Porta San
Severo. Ai vincitori del torneo viene assegnato, fino alla gara
dell'anno successivo, il Palio o Arma della Città, che consiste in
un'insegna trecentesca formata da un leone rampante in campo
azzurro, inalberante un vessillo sul quale è raffigurata S. Maria
Patrona col Bambino.

L'ambito stendardo viene portato in processione il secondo giorno di
festa, 14 agosto, ricorrenza della liberazione della città
dall'assedio saraceno, e consegnato simbolicamente alla Patrona al
termine di un'altra suggestiva manifestazione: il "Corteo Storico",
una sfilata di centinaia di figuranti in costumi d'epoca a ricordo
di quanto effettivamente avvenne la sera del 14 agosto 1300, l'anno
del Giubileo voluto da Bonifacio VII, quando il condottiero Pipino
da Barletta entrava in città e si apprestava a sconfiggere l'ultima
colonia araba di Lucera voluta dall'eretico Federico II di Svevia,
ridonando così ai lucerini la libertà di professare la fede
cattolica. Il grande evento della riconqiusta delle religione viene
celebrato dai lucerini davanti alla Chiesa Grande

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