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Cattedrale
Di Lucera
Elevata a Basilica Minore grazie al "breve" apostolico di papa
Gregorio XVI nel 1834; dichiarata monumento nazionale dal ministro
della Pubblica Istruzione Ruggero Bonghi nel 1874; vero monumento
alla Vergine e alla vittoria cristiana sugli "infedeli", la
cattedrale dell’Assunta è uno dei simboli della rinascita di Lucera
all’indomani della parentesi "saracena". I lavori iniziarono nel
1300, partendo da un disegno organico e risolvendosi in brevissimo
tempo; due anni dopo essa venne consacrata e, tra 1303 e 1304,
dotata dal re di colonne marmoree e materiali di spoglio provenienti
da altri edifici sacri e civili della città e del territorio; tra
questi, certamente le colonne in verde antico e, forse, la mensa
d’altare, che la tradizione vuole sottratta all’arredo del palatium
federiciano di Castel Fiorentino.
Qui, nel febbraio del 1304, re Carlo offriva alla chiesa ed alla
Vergine titolare, quale devoto omaggio, le chiavi della città.La
costruzione del duomo di Lucera costituì un episodio altamente
significativo del momento angioino in Puglia e dell’influsso dei
modi francesi sull’architettura della regione, permeata fino al XIII
secolo da modelli tipicamente romanici e dalla cultura federiciana.
In un insolito edificio dalle lisce pareti in pietra e mattoni,
quasi del tutto privo di scultura applicata, esiti formali
squisitamente gotici (i contrafforti della parte absidale, le alte
monofore, la copertura interna del coro) si innestarono sui
tradizionali modi di costruire (i portali del prospetto, la
copertura a capriate) e sul recupero di un antico mai del tutto
cancellato (le dodici colonne di verde antico del transetto). Da un
punto di vista globale, l’intervento si configurò come la diretta
espressione della volontà dei re di Napoli, nonché come un vero e
proprio "trapianto" del gotico diffuso nella capitale del Regno.
Nella Città di Santa Maria, scomparse le austere Madonne della
tradizione romanica, si moltiplicarono le immagini della Vergine con
Bambino, madonne regine di tradizione francese che ricordavano la
diffusa produzione eburnea, e che venivano intagliate qui nel legno
locale.


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